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In questa guida spieghiamo come scegliere la migliore scopa e proponiamo una lista dei migliori prodotti con recensioni e prezzi.
Come Scegliere una Scopa
L’etimologia della parola scopa deriva dal latino “scopa” con cui si indicava un sottile ramoscello di pianta con foglie. Il suo plurale, “scopæ”, ha invece proprio il significato che gli diamo noi oggi: un arnese utilizzato per spazzare pavimenti e superfici in modo da pulirli raccogliendo residui e polvere depositati. Un sinonimo di “scopa”, in uso in alcuni dialetti e soprattutto in Toscana, è “granata”.
La scopa ha una storia piuttosto lunga essendo sicuramente il primo arnese utilizzato per l’igiene domestica e degli ambienti in generale. Probabilmente le prime versioni delle scope, erano costituite semplicemente da un ramo d’albero intero, con tanto di foglie attaccate che veniva impiegato per spazzare. Per la pulizia di ambienti esterni, si usa principalmente la scopa in bamboo o giunco.
Il passaggio successivo, molto importante a livello economico, è stato dato dall’introduzione della scopa in saggina, principale attrezzo usato per pulire le case fino alla Seconda Guerra Mondiale ed in uso ancora oggi per esterni. Le zone in cui si producevano le scope in saggina erano essenzialmente: Polesine, Padova e provincia e il Canavese. Nel Canavese un paesino in particolare, Foglizzo in provincia di Torino, è noto per la produzione della rara e pregiata scopa in saggina rossa.
Da questi due nuclei di produzione principale, le scope erano vendute, spesso dagli stessi artigiani che le montavano, in tutte le zone d’Italia. In particolare, a Foglizzo la produzione di queste saggine veniva effettuata artigianalmente per riempire le giornate invernali, quando si era costretti a restare nelle stalle perché nei campi non c’erano le condizioni per lavorare. In provincia di Padova invece, benché prodotta a mano com’è consuetudine, la scopa divenne un prodotto sfruttato “industrialmente”.
Nel nostro Paese non si realizzano più scope in saggina anche perché il loro uso è fortemente diminuito. Le saggine che troviamo sono dunque importate dall’est Europa, dalla ex-Jugoslavia e dalla Cina. Solo in Polesine si scovano ancora alcuni artigiani che realizzano manualmente questo tipo di scope. La scopa in saggina è stata sostituita, a partire dagli anni Cinquanta, dall’introduzione delle scope costituite in fibre sintetiche (si badi bene, non sono sempre in nylon come si è soliti pensare). Oggi esistono i modelli di scopa più svariati e pensati per ogni specifico utilizzo.
Tipologie
-Per esterno
La scopa generalmente utilizzata per ambienti esterni, detta anche ramazza, è realizzata fissando, con chiodi e fil di ferro, delle setole intorno alla circonferenza di un manico di legno. Le setole possono essere in saggina o in bamboo. Oggi si stanno testando altri metodi di lavorazione nel tentativo di industrializzare la produzione mentre negli Stati Uniti vengono prodotte scope dedicate a professionisti, come gli spazzini, con forme e materiali particolari pensate per una resa eccellente.
-Per interno
La scopa è un arnese presente in tutte le case, che tutti noi conosciamo e di cui difficilmente faremmo a meno. É costituita essenzialmente dal manico e dalle setole. Il manico può essere costituito da materiali differenti (plastica, legno, alluminio…) e si avvita al cosiddetto “bustino”, la sede che i trova sul supporto di plastica che raggruppa le setole. Queste ultime possono essere realizzate in nylon, PVC, poliestere o in setole naturali a seconda di come dovranno essere utilizzate. Le setole sono applicate e fissate con una speciale macchina al supporto di plastica e hanno la funzione specifica di spazzare i residui dalle superfici.
Scope più Vendute Online
Nella seguente tabella è possibile trovare una lista delle scope più vendute online in questo momento. Cliccando i diversi prodotti mostrati nell’elenco viene aperta una nuova pagina in cui è possibile leggere le caratteristiche tecniche e le opinioni di chi ha provato i prodotti.
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